Retrobottega, o la cultura del mangiare

I tavoli sociali sono forse una delle invenzioni più inflazionate della ristorazione dell’ultimo periodo, ma a Retrobottega, nel cuore di Campo Marzio a Roma, fanno un altro effetto.

Questo locale con pochi coperti punta realmente sulla convivialità, non solo fra clienti “costretti” a sedere vicini, ma anche nella relazione che questi hanno con i due chef, Alessandro Miocchi e Giuseppe Lo Iudice.

Una missione per due

Oltre ai tavoli così particolari (ognuno racchiude cassetti a scomparsa da dove i commensali possono recuperare posate o tovaglioli, all’occorrenza), l’altra unicità di questo piccolo ristorante dalle luci soffuse a due passi dal Parlamento è proprio la linea di comando.

Normalmente si è abituati a vedere un solo chef al comando, e pure abbastanza dispotico. Non è quello che succede qui, dove le personalità cordiali di Miocchi e Lo Iudice prendono il sopravvento sull’ego normalmente associato agli ambienti di cucina.

Di più, i due amano lavorare a vista, e conversare con chi siede al loro desco (letteralmente) spiegando preparazioni, motivando la scelta degli ingredienti e anche consigliando abbinamenti con il vino.

E anche se la stella Michelin non arriva, Retrobottega vince, in termini di clientela, e cresce: a pochi passi dal ristorante ha aperto il “deli” Retropasta, dove gustare pasta fatta a mano e al momento dal personale. E c’è anche l’enoteca, dove l’aperitivo diventa di gran classe, grazie anche alle scelte per produttori etici e alternativi.

Cosa si mangia da Retrobottega

Il menù si fonda sulla settimanale raccolta di erbe selvatiche e piante spontanee edibili nelle montagne abruzzesi: dal loro abbinamento nascono piatti sempre diversi, con proposte che variano diverse volte all’anno e che nascono dalla rielaborazione della tradizione povera italiana.

Quindi sì alla pasta fresca, ad alimenti “dimenticati” come l’asino, il piccione o le lumache, che però vengono declinati in maniere insolite, privilegiando la ricerca dell’umami o dell’accostamento di sapori sorprendenti.