Chef Rubio, il cuoco senza cucina

Finora nelle pagine di questo blog abbiamo dato attenzione a ristoranti già molto noti o in ascesa insieme ai loro “direttori d’orchestra”, se ci passate l’espressione rubata al mondo della musica classica.

C’è però un professionista del settore che un ristorante suo non lo ha (ancora!), anche se è conosciutissimo dal grande pubblico, quasi al livello dei giudici di Masterchef: Chef Rubio.

Chi è Chef Rubio?

Personalità tv dalla visibilità nazionale, Rubio nasce in realtà come rugbista professionista. Avvicinatosi alla cucina per mantenersi mentre si trovava in Nuova Zelanda come tesserato dalla squadra del Poneke, la passione per il cibo è cresciuta così tanto da farlo volare in giro per il mondo a seguire corsi e a perfezionarsi. Tuttavia, il consueto passaggio verso un locale proprio non è mai arrivato.

Un divulgatore ai fornelli

A cominciare dal 2013, Chef Rubio è diventato il contraltare delle Antonella Clerici d’Italia.

Invece di offrire un’immagine rassicurante da angelo del focolare che spiega passo passo ricette della nonna, questo ex atleta tatuato e dalla cadenza romana ha iniziato un percorso in favore di telecamera per illuminare ristoranti insoliti in Italia: quelli delle comunità straniere oppure le bettole per camionisti, o ancora quei piccoli locali dove trovare il miglior street food della penisola. Unti e bisunti, I re della griglia o Alla ricerca del gusto perduto sono solo alcuni dei suoi programmi.

La cucina secondo Chef Rubio

Il fatto di non avere un locale proprio non vuol dire che Gabriele Rubini, questo il suo nome all’anagrafe, non abbia preferenze in fatto di cucina.

Al contrario, lo chef ha firmato ben cinque libri di ricette, alcuni dalle intenzioni nobili come La nuova dieta mediterranea, che prende di petto il tesoro culinario di tutti gli italiani rivisitandolo per i tempi moderni (e frenetici). Invece di cucinare lui, lo fa fare ai suoi lettori: molto democratico!